La fondazione di una città impone l’esigenza tecnico-politica di riorganizzare il territorio per la nuova comunità.
Tale sistemazione avveniva attraverso le predisposizione di un Catasto, cioè un sistema di organizzazione dei paesaggi nel quale si regola il rapporto fra città, spesso posta tra pianura e montagna,  e campagna di cui è strumento di penetrazione.
Uno degli elementi portanti dei catasti romani è la centuriazione cioè la delimitazione dei terreni (detta limitatio) sulla base di lotti quadrangolari, in funzione delle assegnazione ai singoli contadini che andavano ad abitare la nuova colonia e le sue campagne. I catasti romani però organizzano anche  la presenza dei subsecivae, cioè delle aree residuali rispetto alla maglia regolare, l’ager extra clusus, coltivato ma non diviso regolarmente,  le aree in cui non è realizzabile la centuriazione e le terre globalmente misurate.


Sono le fonti gromatiche, fonti legate agli antichi tecnici romani (architetti o geometri attuali) che dedicano ampie pagine anche al rapporto con altri elementi delle topografia (strade, abitati, ecc.), o con gli elementi puntuali dal paesaggio agrario, come templi, fana (cioè piccoli santuari) ed edifici pubblici.
La centuriazione prevede di fatto la realizzazione sistematica di lotti quadrangolari definiti da assi paralleli rispetto a due principali, detti cardini e decumani. I lotti quadrati erano detti centuriae, ad Urbs Salvia ad esempio misuravano 710 m di lato.


Le linee divisorie delle centurie, che definivano le singole proprietà, erano dette Limiti intercisivi e nel nostro caso delimitano quattro accepatae o sortes per ogni centuria. Di regola erano rappresentate da strade di grandezza gerarchica, ma anche da muretti, siepi, fossi. La centuriazione aveva un fondamento religioso in quanto si riteneva riportasse sul terreno una divisione celeste, secondo la disciplina etrusca ed i limiti erano detti matutini o vespertini o meridiani o septentrionales. Gli assi della centuriazione di Urbs Salvia, come ricordato dalle fonti gromatiche, erano stati realizzati certamente in età triumvirale ed erano invece detti montani perché orientati secondo la morfologia,
Ager Urbis Saluiensis limitibus maritimis et montanis lege triumuirale, et loca hereditaria eius populus accepit
Un territorio poteva subire anche più centuriazioni, a seguito di espropri, come nel caso ricordato da Virgilio nelle Georgiche, ed ad esempio il nostro, certamente, fu accatastato sia all’atto della fondazione coloniale di II secolo  a.C. sia, come riportato dalle fonti in età triumvirale.
Diviso il territorio i singoli lotti erano distribuiti, non sempre tutti immediatamente, ai singoli coloni sulla base di una sorta di enfiteusi detta vendita questoria, le aree non assegnate rimanevano di proprietà pubblica.

All’interno di ogni singolo lotto veniva  realizzata una fattoria. Il sistema della centuriazione si basa infatti sul più antico sistema che prevede la coesistenza di piccoli lotti, solo per la sussistenza, ed aree comuni. Le case in campagna non rispettano un rigido egualitarismo ma esse sono legate alle dimensioni dei lotti.
Il territorio era caratterizzato anche dalla presenza di grandi ville che, insieme alle piccole fattorie utilizzano e sono inserite all’interno dei catasti. Esse erano l’espressione di un altro modello di occupazione, autosufficienti e legate ad appezzamenti di grandi dimensioni nei quali si trasformavano anche i prodotti. Una villa era condotta da un fattore (villicus) con l’ausilio di manodopera schiavile ed era organizzata su divisione fra pars rustica funzionale alle attività lavorative  e pars urbana dedicata alla residenza. Nel territorio urbisalviense ne sono state riconosciute almeno tre insediate ai limiti delle aree divise dove potevano diversificare le forme di produzione grazie alla presenza di terre diverse.

Oggi è possibile studiare le centuriazioni romane perché il catasto antico tende a dettare gli orientamenti degli allineamenti più recenti. Le antiche divisioni ed i punti significativi si materializzano nella sopravvivenza di alcuni punti significativi: ad esempio un crocefisso può oggi essere collocato in un punto dove era un’edicola, una strada moderna ripercorre una più antica viabilità e lungo un antico muretto è nata ed ha continuato a fungere da divisione fra diversi proprietari una siepe. Gli allineamenti del paesaggio in effetti spesso sono condizionati dalla morfologia, ad esempio per la necessità di scolo delle acque, e dunque la tendenza è quella della conservazione.


 

The Pollentia-Urbs Salvia area

Founding a town implied the technical-political requirements involved in re-organising an area for a new community.

This took place via the drawing up of a land register - i.e. the organisation of a landscape which regulated the relationship between the town, frequently somewhere between the plains and the mountains, and the countryside it was designed to penetrate.

One of the fundamental bases of the Roman land registries was centuriation, i.e. dividing up land (called limitatio) into square plots to assign to citizens who were to colonise the new area and its countryside. The Roman land registers also organised the presence of subsecivae, i.e. residual areas outside the regular land plot system, the ager extra clusus, cultivated land which was not divided up into regular plots, areas in which centuriation was not possible and land could not be measured overall.

It is the gromatic sources - sources linked to the ancient Roman technicians (modern day architects or surveyors) - which dedicated great attention to the relationship with other elements of the topography (roads, settlements, etc.) or with precise agricultural landscape elements like temples, fana (small sanctuaries) and public buildings.

Centuriation effectively involved the systematic creation of square plots of land defined by axes parallel to two principals called cardo and decumanus. The square plots called centuriae, in Urbs Salvia, for example, measured 710 m on each side.

The dividing lines of the centurie which identified each single plot, were called limites intercisivi and, in our case, delimited four accepatae or sortes per centuria. These were generally represented by roads of hierarchical size but also by walls, hedges and ditches. Centuriation had a religious basis in that it was held to transfer a celestial division to land according to Etruscan regulations and the limits were called matutini, vespertini, meridiani or septentrionales. The axes of Urbs Salvia centuriation, as the gromatic sources highlight, were certainly set up in the Triumvirate era and were called montani because they were oriented according to morphology.

Ager Urbis Saluiensis limitibus maritimis et montanis lege triumuirale, et loca hereditaria eius populus accepit

An area could be centuriated more than once, after expropriation, as in the case described by Virgil in Georgics and ours, for example, was registered both when the colony was founded in the 2nd century BC and also as reported by the sources in the Triumvirate era.

Divided up into individual plots these were distributed - not always immediately - to individual colonisers on the basis of a sort of fief called questoria sales and non-assigned areas remained public property.

A farm was built in the centre of each single plot. The centuriation system was based, in fact, on an older system which involved the co-existence of small plots for subsistence only and common areas. Country houses were not rigidly egalitarian but were also linked to plot size.

The area also featured large villas which, together with the small farms, were incorporated into the land registry. These were expressions of a further settlement model as they were self-sufficient and linked to large plots of land on which produce was also transformed. A villa was managed by a foreman (villicus) with the help of slave labour. It was organised on the basis of a distinction between pars rustica functional to working activities and pars urbana, based on residence. In the Urbs Salvia area at least three settlements have been identified at the limits of the divided areas where forms of production could diversify thanks to the presence of different types of land.

Today Roman centuriation can be studied because ancient land registers have tended to dictate the orientations of more recent land divisions too. The historic divisions and significant points are tangible in the survival of certain significant points: for example a crucifix may have been sited in the same place as an aedicule, a modern road may retrace an older road and ancient walls may have been replaced in their property division functions by hedges. Landscape alignments are effectively frequently influenced by morphology such as, for example, the need for a drainage ditch and, thus, the tendency is to conserve.

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